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Tafsir: Al-Hashr 59:24

59:24
هو الله الخالق الباري المصور له الاسماء الحسنى يسبح له ما في السماوات والارض وهو العزيز الحكيم ٢٤
هُوَ ٱللَّهُ ٱلْخَـٰلِقُ ٱلْبَارِئُ ٱلْمُصَوِّرُ ۖ لَهُ ٱلْأَسْمَآءُ ٱلْحُسْنَىٰ ۚ يُسَبِّحُ لَهُۥ مَا فِى ٱلسَّمَـٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ ۖ وَهُوَ ٱلْعَزِيزُ ٱلْحَكِيمُ ٢٤
هُوَ
ٱللَّهُ
ٱلۡخَٰلِقُ
ٱلۡبَارِئُ
ٱلۡمُصَوِّرُۖ
لَهُ
ٱلۡأَسۡمَآءُ
ٱلۡحُسۡنَىٰۚ
يُسَبِّحُ
لَهُۥ
مَا
فِي
ٱلسَّمَٰوَٰتِ
وَٱلۡأَرۡضِۖ
وَهُوَ
ٱلۡعَزِيزُ
ٱلۡحَكِيمُ
٢٤
Egli è Allah, il Creatore, Colui che dà inizio a tutte le cose, Colui che dà forma a tutte le cose. A Lui [appartengono] i nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra rende gloria a Lui. Egli è l’Eccelso, il Saggio. 1 La gran parte di questa sura si riferisce all’episodio della cacciata da Medina del clan degli ebrei Banì Nadir, avvenuto nel IV anno dall’Egira (d.C.). La tradizione ci ha riferito questa dinamica dei fatti. L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) si era recato presso i notabili del clan ebraico, alleato con la tribù araba degli Aws. Mentre conversava con loro gli apparve Gabriele (pace su di lui) che, visibile a lui solo, lo informò che i Banì Nadir stavano preparandogli un agguato mortale e che pertanto doveva allontanarsi immediatamente. Muhammad si alzò e se ne andò, seguito poco dopo dagli altri credenti che lo avevano accompagnato. Il fatto avvenuto era molto grave e confermava il sospetto che i Banì Nadir avessero accettato il patto con il Profeta con la segreta intenzione di non rispet­tarlo e che avessero stabilito accordi con i Quraysh della Mecca per aiutarli contro l’In­viato di Allah e contro i musulmani. La decisione del Profeta fu rapida: i Banì Nadir dovevano abbandonare la città entro dieci giorni, pena la morte. Nella vicenda interven­ne il capo degli ipocriti di Medina, il noto Abdallah Ibn Ubay, che invitò gli ebrei a respingere l’ultimatum e promise loro il suo aiuto e quello di alcuni clan arabi nemici dei musulmani. Ritrovata un po’ di baldanza i Banì Nadir interruppero i preparativi della partenza e consolidarono le difese delle loro fortezze in previsione dell’assedio dei musulmani. Appena informato dei fatti, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ordinò ai credenti di armarsi, quindi li radunò e li condusse fin sotto le fortezze dei Banì Nadir nella parte meridionale dell’oasi medinese. Dopo quindici giorni di assedio, traditi dai loro alleati, minati dalle discordie interne e indeboliti dal terrore che incutevano loro i musulmani, gli ebrei si arresero senza condizioni e furono esiliati. Ottennero di portare con loro solo quello che poteva essere trasportato dai loro cammelli. In base ad una precisa rivelazione (verss. 6-che divenne norma giuridica, il bottino preso spettava all’Inviato di Allah affinché ne disponesse al meglio per le esigenze della comunità. Così avvenne e diede modo al Profeta di sollevare dalla miseria una gran parte degli emigrati meccani che per seguirlo nell’Egira avevano abbandonato le loro case e perso tutti i loro beni. 2 «in occasione del primo esodo»: abbiamo tradotto con «esodo» il termine «hashr» che, in primo luogo, esprime il concetto di «circondare, assediare e anche radunare». A proposito del significato di «primo», ci sono pareri diversi. Alcuni ritengono che si riferi­sca al fatto che i Banì Nadir dopo essere stati scacciati da Medina si rifugiarono a Khaybar, da dove sarebbero stati scacciati due anni più tardi. Altri, invece, propendono per il significato di «raduno» e ne ipotizzano un secondo nel Giorno del Giudizio. 3 «demolirono…»: in base all’accordo di resa i Banì Nadir portarono con loro quello che poteva essere caricato sui loro cammelli, persino le porte e gli architravi delle case. 4 «si opposero»: lett. «si separarono». Uno è Allah, una la religione, una la comunità dei credenti. Chi si oppone a questi princìpi, in realtà, si «separa» da Allah, dalla religio­ne e dai credenti. 5 «Tutte le palme…»: durante l’assedio alle fortezze dei Banì Nadir (vedi la nota i musulmani abbatterono alcune palme per esigenze strategiche. Questo fatto colpì pro­fondamente gli assediati in ciò che più stava loro a cuore, l’amore per le loro ricchezze. Sperando di salvare gli alberi per poterli recupare in un futuro che ritenevano prossimo, i Banì Nadir si arresero e abbandonarono Medina. 6 «fu con il permesso di Allah»: in occasione dell’Egira, l’Inviato di Allah (pace e be­nedizioni su di lui) sacralizzò il territorio dell’Oasi di Yathrib che diventò così «Al- Medìnatu-n-Nabiy», (la Città del Profeta) «al-Munawwarat», (Quella che irradia la luce). La sua selvaggina era protetta dalla caccia e non si potevano tagliare gli alberi che esistevano sul suo territorio. La deroga concessa in occasione dell’assedio ai Banì Nadir venne direttamente dall’Altissimo (gloria a Lui) che con questo passo della rivelazione lo rese noto a tutti i credenti. 7 In questo versetto é contenuto il fondamento della norma sciaraitica relativa al «Fay »,il bottino che viene conquistato per la resa o la fuga del nemico, senza che ci sia stato combattimento. Esso appartiene interamente all’insieme della Comunità e il suo capo ne decide insindacabilmente la destinazione. 8 Il versetto ci riferisce dei conciliaboli tra i Banî Nadîr (vedi nota al titolo) e gli ipocriti di Medina e delle false profferte di solidarietà da parte di questi ultimi. 9 «coloro che di poco li precedettero»: allusione al clan ebraico del Banî Qaynuqà che era stato cacciato da Medina un paio di anni prima (a proposito dei clan giudaizzati di Medina vedi anche nota II, 85).
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Hadith

اور آخری تسبیح ہی طویل ہے :

ھواللہ (95 : 43) ” وہی ہے معبود “ اور اس کے سوا کوئی نہیں ہے۔

الخالق الباری (95 : 42) ” تخلیق کا منصوبہ بنانے والا اور اسے نافذ کرنے والا “۔ خلق کا مفہوم ہے : منصوبہ بنانا اور پورا نظام تقدیر تیار کرنا۔ اور باری کے معنی پھر اس منصوبے کو مسلسل نافذ کرتے چلے جانا۔ یہ دونوں صفات باہم متصل ہیں۔ ان میں فرق بھی لطیف ہے۔

المصور (95 : 42) ” صورت گری کرنے والا “۔ یہ صفت بھی سابقہ دونوں صفات سے مربوط ہے۔ یعنی منصوبہ ، پھر تخلیق اور پھر تصور اور خدوخال کا تعین۔ ہر چیز کی صورت اور سیرت کا تعین۔ ہر چیز کو اس کے خواص عطا کرنا۔

یہاں ان صفات کا مسلسل لانا ، جن کے اندر بہت کم فرق ہے اور جو تخلیق ہی کے مختلف مراحل ہیں ، یہ اشارہ دیتا ہے کہ کسی بھی تخلیق کے کام میں یہی تدریج کار فرما ہوتی ہے۔ یہ اشارہ انسانوں کو دیا جارہا ہے۔ انسانی تصورات کے مطابق پہلے نقشہ تخلیق ، پھر تخلیق اور پھر تصور ہوتی ہے ورنہ اللہ کے ہاں تو نہ درجات ہیں اور نہ مراحل ہیں۔ وہاں تو کن فیکون ہے۔ ہم انسان ان امور کو اپنے دائرہ ضرورت میں لاکر سمجھتے ہیں اور ہماری قدرت اور طاقت بہت چھوٹی ہے۔

لہ الاسماء الحسنی (95 : 42) ” اس کے بہترین نام ہیں “۔ یہ نام بذات خود اچھے ہیں۔ ان کو اچھا کہنے کی ضرورت نہیں ہے کہ کوئی اچھا کہے تو اچھے ہوں۔ یہ اسمائے حسنی انسانوں کے دلوں پر حسن کے فیوض کرتے ہیں۔ ان پر غوروتدبر کرکے اور ان صفات کو اپنے اندر پیدا اور ان سے ہدایت لے کر انسان کمال حاصل کرسکتا ہے کیونکہ اللہ ان صفات کے ساتھ متصف ہونا پسند کرتا ہے تو یہ پسندیدہ صفات ہیں ، اوصاف حمیدہ ہیں۔ لہٰذا انسان کو ان درجات میں بلند ہوتے رہنا چاہئے۔

اسمائے حسنی کے ساتھ اللہ کی تسبیح ، پاکی اور یاد کا یہ طویل سلسلہ اب اس پوری کائنات کی وسعتوں میں پھیل جاتا ہے کہ زمین و آسمان کی ہر چیز یہ فیوض لے رہی ہے لہٰذا تم بھی ان تسبیحات سے اشارات لو اور فیوض حاصل کرو۔

یسبح لہ ........................................ العزیز الحکیم (95 : 42) ” ہر چیز جو آسمان اور زمین میں ہے اس کی تسبیح کررہی ہے اور وہ زبردست اور حکیم ہے “۔ یہ ہے وہ منظر جو ان صفات کے ذکر کے بعد ایک متوقع منظر ہے۔ تمام اشیاء اس میں شریک ہیں۔ سورت کا آغاز واختتام بھی باہم مل جاتا ہے اور آغاز میں بھی اللہ کی پاکی اور انجام میں اس کی تسبیح سبحان اللہ وبحمدہ۔